Tra la fine dell’Ottocento e gli anni Cinquanta del Novecento, lamoliturarappresentava un momento centrale per la comunità locale,supportata principalmente da due frantoi artigianali a trazione animale.Il primo frantoio, situatosotto Borgo Corcilli, eragestito dalla famiglia Gorrasi, nota in paese con il soprannome di “U Barone“.

Un frantoio a trazione animale,

Questo impianto ha garantito il servizio per la zona montana, servendo le famiglie di Borgo Cavalli e Tuoro fino agli anni Sessanta, prima di essere dismesso e abbandonato.Poco distante, in località Bilancieri presso la Taverna, sorgeva il secondo frantoio, appartenente allafamiglia D’Angeloe collocato sotto l’abitazione del padre dell’ex sindaco Giovanni D’Angelo; anch’esso a trazione animale, oggi demolito. Altri impianti di riferimento per la zona si trovavano nelle località di Casalotti e Massano.

La qualità dell’olio prodotto in quell’epoca era lontana dai parametri attuali.Le metodologie di lavoro tradizionali incidevano in modo determinante sulle caratteristiche del prodotto:

  • Raccolta a terra:Le olive venivano raccolte interamente a mano dopo essere cadute spontaneamente dal ramo, rimanendo a contatto con il terreno, la terra e l’umidità.
  • Stoccaggio e fermentazione nei terrani:Prima di giungere alla molitura, i frutti venivano ammucchiati per giorni nei locali a pianterreno (iterrani). Questo stazionamento innescava processi di fermentazione e lo sviluppo di muffe.
  • Olio “lampante”:L’estratto finale presentava un’elevata acidità e difetti di rancidità. Pur trattandosi di un profilo organolettico paragonabile a quello che oggi verrebbe classificato come olio lampante — destinato in passato principalmente ad alimentare le lampade —, rappresentava comunque una Risorsa alimentare fondamentale per la sussistenza quotidiana delle famiglie del borgo.

Il contrasto tra l’olio di un tempo e quello contemporaneo risiede nell’evoluzione delle tecniche agronomiche e di estrazione. La modernizzazione della filiera ha trasformato radicalmente il profilo dell’olio di Tuoro:

  • Dalla caduta spontanea alla raccolta dall’albero:L’introduzione delle reti e degli agevolatori meccanici ha permesso di raccogliere il frutto direttamente dalla pianta al momento giusto di maturazione, evitando il contatto con il suolo e preservando l’integrità della drupa.
  • Tempistiche di molitura azzerate:La lavorazione immediata delle olive entro poche ore dalla raccolta elimina i tempi di stazionamento, azzerando l’insorgenza di muffe e difetti fermentativi.
  • Frantoi meccanici a ciclo continuo:Sostituendo le vecchie macine in pietra e le presse tradizionali con moderni impianti di estrazione a freddo e frangitori meccanici, si controllano con precisione temperatura e ossidazione durante l’estrazione.

Grazie a queste innovazioni, l’olio d’oliva contemporaneo non è più soltanto un elemento grasso di condimento o di sostentamento, maun prodotto dalle qualità organolettiche eccellenti, caratterizzato da bassissima acidità, profumi fruttati e una ricca presenza di polifenoli e antiossidanti naturali.


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