La raccolta dell’origano selvatico (Origanum vulgare) rappresenta una delle tradizioni rurali più autentiche e radicate della cultura cilentana.
Sulle alture e lungo i pendii calcarei dei monti del Parco Nazionale — dagli Alburni al Cervati, fino ai rilievi della fascia costiera —questa pianta cresce spontanea, sviluppando profumi e oli essenziali di straordinaria intensità grazie all’ottima esposizione solare e alla natura del suolo.
I tempi della raccolta
Tra le comunità locali che mantengono viva questa usanza spicca Borgo Tuoro,dove la ricerca dell’origano è vissuta da sempre come un rito identitario.
Per gli abitanti di Tuoro e delle zone limitrofe,percorrere i sentieri che si snodano tra la macchia mediterranea e le radure rocciose non è una semplice attività di sostentamento, ma un gesto di connessione profonda con la storia del proprio territorio.
La tradizione vuole che la raccolta avvenga nel periodo balsamico della pianta, ovvero durante il picco della fioritura(solitamente tra la fine di giugno e il mese di luglio). I fusti recisi vengono poi raccolti nei classici mazzi (“pennacchi”) e messi ad essiccare all’ombra, in luoghi ventilati e asciutti, per garantire una scorta aromatica destinata a durare per tutto l’anno.
Come raccogliere l’origano in modo responsabile
La tutela dell’origano selvatico e il mantenimento della biodiversità delle colline cilentane richiedono modalità di prelievo rigorose e consapevoli. Una raccolta sostenibile deve attenersi a regole precise:
- Taglio netto dello stelo:La pianta va recisa a pochi centimetri dal suolo utilizzando forbici da potatura o piccoli falcetti ben affilati.
- Preservazione dell’apparato radicale:È fondamentale non strappare mai le piante a mano. Le radici devono rimanere ben salde nel terreno per consentire alla pianta di rigenerarsi e germogliare nella stagione successiva.
- Rispetto della fioritura:Raccogliere l’origano prima della comparsa dei fiori o quando la pianta è ormai del tutto secca ne altera la qualità e impedisce la naturale dispersione dei semi.
- Prelievo moderato:È indispensabile lasciarne sempre una parte sul campo per permettere la riproduzione naturale della specie e garantire nutrimento agli insetti impollinatori.

La tutela dell’ecosistema: il ruolo dell’Ente Parco e dei Carabinieri Forestali
L’aumento dei flussi escursionistici e la presenza di raccoglitori improvvisati o commerciali non autorizzati hanno reso indispensabile un rigido sistema di monitoraggio nelle aree montane e collinari, comprese quelle che circondano borghi storici come Tuoro.
L’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburnidisciplina la raccolta delle specie spontanee per prevenirne l’impoverimento. Il contrasto ai comportamenti dannosi è affidato aiCarabinieri Forestali(Reparto Carabinieri Parchi), attivi con pattugliamenti mirati durante tutto il periodo estivo:
- Lotta all’estirpazione illecita:La minaccia principale è rappresentata dall’estirpazione integrale della pianta. Sradicare l’origano provoca la scomparsa definitiva della specie in intere micro-aree, impoverisce il pascolo e favorisce i fenomeni di erosione del suolo.
- Sanzioni e sequestri:Coloro che vengono sorpresi a raccogliere origano sradicando le piante, in quantità superiori ai limiti previsti per l’uso personale o all’interno di zone a riserva integrale, vanno incontro al sequestro del materiale e a sanzioni di carattere amministrativo o penale.
- Educazione e prevenzione:L’azione dei Forestali punta anche a sensibilizzare residenti e visitatori, ricordando che la tutela delle risorse botaniche spontanee è una responsabilità collettiva fondamentale per preservare l’equilibrio ecologico del Cilento.


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